Ca’ de Anime: Voltri

A Genova molti conoscono La Ca’ de Anime,: a Voltri probabilmente tutti la conoscono, ma in tanti non sanno perché si chiami così. A pochi chilometri da Voltri, sull'antica Via del Sale, vi è una casa di campagna, una palazzina di due piani come tante altre. Questa costruzione nel Medioevo fu adibita a locanda, dove viandanti, artigiani e guerrieri potevano rifocillarsi quando in viaggio percorrevano la Via del Sale. I gestori di questa locanda erano però una vera e propria congrega di briganti; infatti le camere che offrivano a certi ospiti erano un tantino speciali. Quando un cliente dall’aria facoltosa giungeva in albergo, gli veniva assegnata una stanza dal soffitto mobile. Di notte, cogliendo l’ospite in pieno sonno, i gestori si calavano dal soffitto e uccidevano il malcapitato per derubarlo. I corpi senza vita venivano poi gettati in una botola accessibile dalla cantina. Ma si sa, niente dura per sempre, e così anche i nostri delinquenti di altri tempi vennero scoperti e giustiziati. Da allora nessuno volle più abitare la "Ca’ de Anime" e la sua sinistra fama crebbe a dismisura, diventando per la tradizione popolare la casa più infestata di Voltri. Solo sul principio degli anni Cinquanta del XX secolo una famiglia, mossa dal bisogno per la mancanza di alloggi a buon mercato, provò a trasferirvisi. Si sa, spesso la necessità supera di gran lunga le dicerie e, nonostante l’orrenda fama, alla Ca’ de Anime si riaprirono i battenti. Ma la famiglia quasi immediatamente capì che qualcosa non andava e che le dicerie non erano poi così inappropriate. Videro oggetti che si muovevano da soli, rumori molesti ad ogni ora del giorno e della notte e così via. Con il tempo non ci fecero più caso per necessità ci si abitua sempre a tutto e a tutti, persino agli spettri. Il fatto più straordinario però rimane l’apparizione di una ragazza vestita di bianco. Tale fantasma si manifesterebbe poco prima del sorgere del sole fra gli orti che circondano la casa e sembra che sia intento a cercare qualcosa o qualcuno. Pare che in vita sia stata la fidanzata di un ospite della locanda e che ancor oggi vaghi alla ricerca del suo amore perduto. La storia della Ca’ de Anime fu ampiamente documentata da un servizio televisivo della trasmissione di Rai 3 "Fatti strani di gente comune" a cura di Bruno Ferraciolo che vi consiglio vivamente di vedere.

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