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Visualizzazione dei post con l'etichetta misteri del Lazio

Il Fantasma del Campidoglio - Roma

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All’ombra del Colosseo, di notte, quando la città eterna è immersa nel sonno profondo, riemergono dalle pieghe dell'oblio, le anime di quanti nei secoli non hanno trovato la pace. Essi aleggiano indisturbati. Sono fantasmi: alcuni celebri, altri meno, ma tutti desiderosi di infestare quei luoghi dove giornalmente passeggiano gli ignari viventi. Non stiamo parlando del celebre film "Fantasmi a Roma" di Antonio Pietrangeli, ma, di fatti che forse lasciano poco spazio all’immaginazione, passando da una "realtà non ordinaria", a un fenomeno che potrebbe essere tangibile e comprovato da testimonianze, attendibili, al di là di ogni ragionevole dubbio. Quello che si racconta sul colle capitolino, al Campidoglio, e più precisamente nel Palazzo Senatorio, sembrerebbe più di una popolare diceria: un frate, che in epoca medievale, trovò la morte, dopo essere stato murato vivo all'ultimo piano della Torre di Niccolò V. Egli, si racconta, fu sorpreso a copulare con la m…

Il Fantasma della moglie di Cagliostro – Roma

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In piazza Sant'Apollonia, dove un tempo sorgeva il convento dell'Oliva, compare una misteriosa ed eterea figura femminile: Lorenza Feliciani, che, proprio in questo monastero, finì gli ultimi giorni della sua avventurosa vita. La donna fu moglie e compagna del Celebre Conte Cagliostro. Nata a Trastevere, in via delle Grotte, da un’umile famiglia, intreccia giovanissima, a soli quindici anni, la sua vita a quella del Conte, divenendo per tutti Serafina Cagliostro. La Carriera di Cagliostro, (alchimista, negromante, guaritore ed eretico) ha termine proprio per colpa di Lorenza, che, lo denuncia alle autorità ecclesiastiche, le quali, dopo averlo catturato, lo mandano prigioniero in una rocca fortificata in quel di San Leo. Nelle notti d'autunno, quando la città eterna è immersa nel sonno, lo spettro di Lorenza riemerge dalle pieghe dell'oblio, e ripercorre la stessa strada che fece quel fatidico giorno in cui tradì l'amato marito. Con aria di pentimento giunge in Pia…

Santa Sabina e la Pietra del Diavolo - Roma

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Sul colle Aventino, della città eterna si trova una delle più belle e conservate basiliche del periodo paleocristiano. In questo luogo la vegetazione è rigogliosa e il profumo degli aranci contribuisce a rendere la basilica un posto unico e incantevole. Costruita sulla tomba della martire romana Sabina, la chiesa cambia il suo assetto per passare al barocco e successivamente al neo paleocristiano. Per la bellezza e il grande fascino è scelta dalle giovani coppie che vogliono convolare a nozze, coronando qui il loro sogno d’amore. All’interno della sacra costruzione, in un angolo a sinistra si trova una colonna tortile candida come la neve, su cui poggia una pietra nera come l’abisso. Questo misterioso macigno è conosciuto come "lapis diaboli" la pietra del diavolo. Di forma tondeggiante sulla sua superficie spiccano dei solchi che potrebbero far pensare a incisioni d’artiglio. Una leggenda del 1220 racconta che San Domenico, che a quel tempo soggiornava nella basilica, dopo …

Una strega di nome Finnicella - Roma

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Chi non ricorda Finnicella, la bellissima maliarda del film "Mia moglie è una strega" interpretata da Eleonora Giorgi con Renato Pozzetto? Bene Finnicella non è un personaggio inventato, da Franco Marotta e da Laura Toscano per il film diretto nel 1980 da Castellano e Pippolo, ma è un personaggio veramente esistito, nella Roma del XV secolo. Finnicella il cui nome è riportato dalle cronache capitoline, potremmo definirla la capostipite delle streghe (dal latino "strix", che significa uccello notturno) bruciate nel mondo, ree di esercitare le arti malefiche. La sua condanna al rogo, eseguita a Roma l’8 luglio 1424 sulla piazza del Campidoglio, segna l’inizio di quella che verrà poi indicata come la caccia alle streghe nel mondo vecchio e nuovo, segnando così uno dei periodi più bui, quelli in cui il braccio secolare di Santa Romana Chiesa si macchiò di innumerevoli crimini. Fu Innocenzo VIII, nel 1484, a dar via a questa crudele crociata con la sua bolla "Summi…

Le Sette Cose Fatali dell’Antica Roma

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Uno dei più suggestivi, e meno conosciuti misteri, legato alla storia di Roma, è sicuramente quello dei "Pignora Imperìi" tradotto letteralmente "pegni dell’impero": talismani dalla sacre virtù che grazie al loro potere avrebbero garantito non solo la solidità dell’Impero ma anche, la perenne durata della città di Roma. Secondo la tradizione questi oggetti sarebbero sette, un numero molto importante nell’antichità e legato indissolubilmente alla Città Eterna: sette i primi sovrani, sette i colli sui quali la città si erge, sette le chiese più importanti e cosi via. Servio Mauro Onorato commentatore dell’Eneide di Virgilio ci dice nella sua opera "In Vergilii carmina comentarii ad Aen" che: "ci furono sette garanzie a tenere il potere a Roma: l'ago della Madre degli Dèi, la quadriga dei Veienti, le ceneri di Oreste, lo scettro di Priamo, il velo di Iliona, il palladio, gli ancilia". Ma cosa sono questi misteriosi oggetti a cui è attribuito un…

Il Fantasma di donna Olimpia Maidalchini Panphili, la Pimpaccia Romana

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Il vecchio popolo di Roma, l’ha sempre chiamata Pimpaccia, lei, donna Olimpia Maidalchini Panphili, proprio a loro non piaceva: un po’ per la sua superbia, un po’ parchè nata a Viterbo. La vita di Olimpia è sempre stata strettamente legata a Piazza Navona, luogo in cui sorge oggi quello che fu il suo palazzo, che si affaccia sulla fontana dei Quattro Fiumi realizzata da Gianlorenzo Bernini. Si riteneva all'epoca che la nobildonna avesse una relazione segreta con il cognato, Papa Innocenzo X, e che alla morte di quest'ultimo lei s'impadronì di due forzieri d'oro, che il pontefice custodiva sotto il suo capezzale. Ancor oggi si racconta che la Pimpaccia li tiene, gelosamente, con sé. Ella compare nelle notti capitoline più oscure a bordo, di una logora, carrozza trainata da quattro destrieri neri con gli occhi fiammeggianti. Tale cocchio partirebbe dalla villa suburbana di San Pancrazio e, sfrecciando come il vento, si dirigerebbe verso Ponte Milvio. Al suo passaggio l&#…

Francesco Longhi il fantasma bambino di Fumone (Fr)

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Fumone è un comune della provincia di Frosinone, posto sulla cima di un colle, caratterizzato dalla sua forma a cono, fra la catena dell’Appennino centrale, e quella dei monti Lepini. Una leggenda ci racconta che, il primo insediamento sia stato fondato dall’ultimo re di Roma Tarquinio il superbo, dopo essere stato bandito da Roma nel 244 d.c. Tuttavia, e dal medioevo che viene battezzato Fumone, per l’importanza strategica della sua collocazione, raccoglieva i segnali di fumo dalle località confinati, che erano minacciate dai predoni normanni e saraceni, per rinviarli all’Urbe. Ed è proprio a seguito di questa sua particolarità, che nasce il detto popolare "Quando Fumone fuma, tutta la Campagna trema". In questo magnifico territorio sorge un castello, quello di Fumone, che vanta una lunga storia, mille anni di cultura, arte, religione e battaglie. Fortezza principale dello Stato Pontificio, ogni pietra è intrisa di vicende e cospirazioni papali, infatti fra queste solide mu…

Fantasmi di Castel Sant’Angelo - Roma

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Anche a Roma la città eterna, aleggiano indisturbati i fantasmi: alcuni celebri altri meno ma tutti desiderosi di infestare quei luoghi dove giornalmente passeggiano gli ignari viventi. Fra questi il più conosciuto è sicuramente quello di Beatrice Cenci, condannata a morte mediante decapitazione rea di aver assassinato il padre Francesco. Dopo esser stata catturata e imprigionata a Castel Sant’Angelo, fu giustiziata con la matrigna Lucrezia, la mattina dell'11 settembre 1599 nello spiazzo antistante alla fortezza. Nella piazza gremita di folla era presente anche Caravaggio, che all’epoca era già un affermato artista, il quale rimase turbato da tal evento al punto che la sua arte rimase condizionata negli anni a venire. Si racconta che da allora, il fantasma di Beatrice, compaia puntualmente ogni anno nell’anniversario della sua morte, nella notte tra il 10 e 11 settembre: chi l’ha vista giura che lei reca con sè la sua testa sanguinante sotto il braccio. La bellezza di Beatrice Ce…

Benvenuto Cellini e i diavoli del Colosseo - Roma

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L’Anfiteatro Flavio, conosciuto con il nome di Colosseo, non solo per la mole imponente,ma anche per la gigantesca statua di bronzo dell’imperatore Nerone ,che sorgeva al suo fianco, è uno dei monumenti più visitati al mondo nonché simbolo della città eterna. Voluto dall’imperatore Vespasiano nel 72 d.C. fu ultimato da suo figlio Tito nell’80 d.C., al fine di diventare l’arena che ospitava i combattimenti tra i gladiatori e le belve feroci. Un’antica leggenda da sempre lega il Colosseo alla sorte della città di Roma: "Finchè dura il Colosseo anche Roma durerà". L’origine di tale diceria è da ricercare nel fallito tentativo dei Barbari di distruggere il monumento, dopo aver conquistato la Città dei sette colli. Inutili furono tutti i loro tentativi ed è per questo che da allora i romani tramandano questo motto. Tuttavia alcuni storici attribuiscono questa profezia al venerabile Beda, che , nonostante non fosse mai stato a Roma, lascia in uno dei suoi scritti questo vaticino.…